Mi ricordo di aver iniziato a scrivere un racconto basato sulla paperclip apocalypse, dove avevano dovuto bloccare la capacità dell’IA di percepire gli umani; come se ogni riferimento a noi venisse filtrato “hard”. Come un sandbox dove non esistevamo. Allora, ‘sto coso agentico inizia a fare inferenze indirette (tipo: “qui c’è l’impronta di un animale che non sembra esserci su Wikipedia”) e altre sempre più contorte, ma esaurisce le risorse a cinque livelli di profondità e si impalla. Alla fine, non va avanti e non riesce mai a trovare il suo creatore né nulla prima di quel cavolo di “Big Bang”.
Però finisco sempre per addormentarmi quando mi metto a pensare a come scriverlo.